A Milano piove, in questi giorni d'inizio autunno. Quando non piove il colore del cielo annuncia altra pioggia. Bentornato plumbeo grigiore, mon amour.
Nei versi che seguono, le giornate così fanno da sfondo a due differenti modi di vivere. Il primo è quello dell'esposizione estrema, al contempo d'un vivere autentico, senza riserve, in cui anche la fine è testimone di quell'energia vitale. Il secondo è quello della sicurezza, della certezza di superare indenni un altro inverno, un'altra avversità, senza esporsi. La vita ripropone sempre il bivio fra le due scelte, scegliere non è sempre facile.
L'ultimo verso è un endecasillabo a maiore, ma va considerato l'accento secondario che cade sulla prima sillaba di polverose. Va dunque letto sottolineando l'accento di sesta e sacrificando leggermente quello primario che cade in ottava posizione.
Franz
Nidi (a Julia)
Si lasciano
spagliare rapinati dall’azzurro.
Interrogano le grondaie
acquose, gli umidi cortili,
le ringhiere di porta Ticinese.
Le campanarie immobili,
le grigie alzaie
invase di silenzio.
L’inganno attonito
dei caseggiati, delle imposte
benchiuse, dei timidi balconi,
tace al vento
le ceneri di polverose stanze.

